Chi è il garante dell’infrastruttura geografica?

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GEOmedia 6 2016 - di Renzo Carlucci

Il potenziamento dell’Infrastruttura di dati territoriali, con il dettaglio e l’accuratezza che serve a fornire cartografie e mappe del territorio affidabili per gli interventi istituzionali, è una operazione che deve essere garantita con norme di uniformazione ed omogeneizzazione, nonché di produzione, che siano rispettate ed applicate in maniera uniforme sul territorio nazionale.
Attualmente il lavoro di produzione di specifiche e norme sui dati territoriali non è tutelato e garantito ma solamente condiviso ed approvato, in un consesso allargato di tecnici ed esperti del settore, che hanno prodotto una serie di documenti con prescrizioni e suggerimenti che basterebbe aggiornare al vaglio delle opportune tecnologie che si sono oggi rese disponibili, per renderli applicabili universalmente.
Siamo carenti anche di un elemento istituzionale di raccordo dei vari organi, enti e amministrazioni che operano sulla acquisizione di Dati Territoriali e possa fungere da interfaccia per il raccordo istituzionale internazionale.
Numerose amministrazioni, ignare o a vario titolo impossibilitate dalla farraginosità di meccanismi burocratici, non riescono ad avvalersi di quanto già rilevato da altre amministrazioni e viene spesso duplicata o triplicata la spesa globale in tale settore.
La attuale situazione si origina, come molti di noi sanno bene, da uno stato di confusione generato dalla mancata riorganizzazione dei servizi cartografici, seguita all'abrogazione di Enti considerati inutili avvenuta durante il primo passaggio legislativo di competenze dallo Stato alle Regioni negli anni ‘70.
All’epoca gli organi cartografici nazionali erano solo 5 (Istituto Geografico Militare, Istituto Idrografico della Marina, Servizio geo-topo-cartografico dell’Aeronautica Militare, Servizio Geologico di Stato, Catasto), oggi incrementati di almeno 20 organi cartografici delle Regioni oltre a vari altri organi di amministrazioni che operano a vario titolo acquisendo dati territoriali.

Abbiamo però finalmente un organo centrale come catalogo di dati territoriali che sta spingendo fortemente sulla creazione di metadati che possano riuscire ad aiutare nella ricerca dei dati territoriali già in possesso della PA. Il Repertorio Nazionale dei Dati Territoriali (RNDT) è l’unica novità di rilievo che possiamo notare nel settore proponendosi come ente istituzionale e rappresentativo in grado di acquisire informazioni da tutte le amministrazioni. Ma quello che ci chiediamo è se questa istituzione abbia poi il potere effettivo di far rispettare a tutti la compilazione e l’uso del sistema centralizzato.
Una carenza che si manifesta, oltre che nelle normali operazioni di pianificazione del territorio, in occasione delle emergenze per disastri naturali. Valga per tutti considerare la necessaria realizzazione di modelli idrografici del territorio, per un effettivo piano di prevenzione del rischio idrogeologico, basato su un quadro di riferimento dato da modelli digitali del terreno che oggi è possibile realizzare con accuratezza estrema.
La problematica della gestione dell’emergenza in caso di disastri naturali è evidente nel momento in cui squadre di soccorso ed operatori dell’emergenza non dispongono di dati affidabili, come purtroppo di nuovo ha dimostrato il recente sisma in Italia Centrale, verificatosi a cavallo di ben 4 Regioni, non riuscendo nelle poche ore a disposizione per i primi soccorsi, ad interrogare un sistema centrale affidabile, né ad integrare la realtà di organizzazioni che si prodigano per mappare il territorio con
operazioni di volontariato geografico.
Un garante del coordinamento dell’infrastruttura geografica territoriale nell’emergenza dovrebbe far si che tutta la documentazione territoriale sia disponibile immediatamente in caso di emergenze e che si colmino lacune ormai primordiali, come ad esempio la carenza dell’assegnazione di numeri civici e la loro georeferenziazione.

 

la prossima volta

#mappiamoprima

http://rivistageomedia.it/cartografia-per-emergenza